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Vino alla Mandorla a Castelmola: Un'Eccellenza Siciliana

Scoprite l'esclusività del vino alla mandorla di Castelmola, un'autentica esperienza sensoriale nel cuore della tradizione siciliana.

Il Vino alla Mandorla di Castelmola: Tradizione e Raffinatezza

Nel cuore del suggestivo borgo di Castelmola, dove la storia si intreccia con panorami mozzafiato sul mare e sulla splendida Taormina, nasce un tesoro enogastronomico unico: il Vino alla Mandorla. Questo nettare, frutto di ricette antiche e di una lavorazione artigianale, rappresenta l’essenza della tradizione siciliana, capace di riscaldare l’anima con la delicatezza delle mandorle e l’eleganza del vino.

Presso l’Antico Caffè San Giorgio, nato nel 1907, ogni sorso racconta una storia centenaria di ospitalità e passione. L’atmosfera accogliente e l’incanto del paesaggio fanno da cornice a un’esperienza sensoriale autentica. Se desideri portare a casa questa esperienza, puoi scoprire e acquistare il nostro pregiato vino alla mandorla visitando la pagina dedicata con il Blendanno in confezione da sei bottiglie.

Scopri il Vino alla Mandorla
Elegante fotografia con illuminazione professionale di due bicchieri di vino alla mandorla Blandanino dell'Antico Bar San Giorgio di fianco alla bottiglia
[ Il Nostro Metodo ]

Come nasce il nostro Vino alla Mandorla

Un processo che unisce sapienza antica e dedizione contemporanea, per regalarvi un’esperienza di gusto unica e raffinata.

Selezione delle mandorle

Solo le migliori mandorle di Castelmola vengono accuratamente selezionate per garantire qualità e autenticità al nostro Vino alla Mandorla.

Lavorazione artigianale

Il processo segue metodi tradizionali trasmessi da generazioni, unendo cura e maestria nel rispetto della stagionalità e della materia prima.

Invecchiamento e cura

Il vino affina lentamente per esaltare complessità e delicatezza, pronto per essere scoperto nel cuore del suggestivo borgo di Castelmola.

[ I Nostri Servizi ]

Eccellenze del Vino alla Mandorla di Castelmola

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Maestria Artigianale

Ogni bottiglia racconta una storia di passione e tradizione, frutto di una lavorazione sapiente tramandata nel tempo, come illustrato nel nostro approfondimento sul Vino alla Mandorla di Castelmola.

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Esclusività Unica

Il nostro vino si distingue per la sua rara composizione aromatica, riservata a pochi selezionati intenditori che apprezzano la genuina autenticità siciliana, scopri di più sul vino alla mandorla a Castelmola.

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Curata Attenzione ai Dettagli

Dal processo di raccolta delle mandorle al soffio finale del vino, ogni fase è seguita con rigore, assicurando una qualità impeccabile, come spiegato nel nostro articolo sul Vino alla Mandorla.

Vino alla Mandorla: Un'Esperienza Visiva a Castelmola

Curated Visuals
La terrazza dell'Antico Bar San Giorgio con vista sul mare

Bottiglie di vino alla mandorla illuminate dalla luce dorata siciliana

Foto panoramica della vista sul mare di Giardini Naxos dalla terrazza dell'Antico Bar San Giorgio a Castelmola

Dettaglio raffinato di un calice colmo di vino alla mandorla

Foto moderna dell'Antico Bar Sangiorgio

Panorama serale di Castelmola con il vino alla mandorla in primo piano

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Domande Frequenti sul Vino alla Mandorla di Castelmola

Qual è la qualità distintiva del Vino alla Mandorla di Castelmola?

Il Vino alla Mandorla rappresenta l’eccellenza artigianale siciliana, ottenuto con ingredienti selezionati e un processo tradizionale che ne valorizza il carattere unico e il profumo delicato. Scopri di più sulla sua qualità e storia nella nostra pagina dedicata al Vino alla Mandorla di Castelmola.

Come viene prodotto il Vino alla Mandorla?

La produzione del Vino alla Mandorla avviene secondo metodi tradizionali, combinando vino locale con estratto di mandorle dolci, in un equilibrio sapiente che esalta il gusto autentico. Tutti i dettagli sul processo sono disponibili visitando il nostro approfondimento sul vino aromatizzato tipico di Castelmola.

È possibile personalizzare gli ordini per eventi o regali speciali?

Sì, offriamo soluzioni su misura per chi desidera regalare o condividere il Vino alla Mandorla in occasioni speciali. Contatta il nostro staff per informazioni e per scoprire come realizzare una proposta esclusiva ispirata a questo prodotto tipico siciliano.

Qual è il modo migliore per gustare il Vino alla Mandorla?

Si consiglia di servire il Vino alla Mandorla fresco, accompagnato dai dolci tipici siciliani o come piacevole fine pasto. Per ulteriori suggerimenti, visita la nostra pagina dedicata al Vino alla Mandorla di Castelmola.

La Storia del Bar San Giorgio

Nei primi anni del novecento Don Vincenzo Blandano intraprese l’attività di promozione del turismo a Castelmola in un piccolo locale nella piazza principale del paese, piazza Sant’Antonino, locale già sede di una antica taverna di monaci.

Uomo di vasti interessi e cultura (parlava e scriveva correttamente tre lingue) venne nominato console del Touring Club Italiano e, in questa qualità, cominciò a far conoscere Castelmola in tutto il mondo. Già nel 1924 un gruppo di turisti stranieri visitò, su iniziativa di Blandano, Castelmola e i suoi dintorni, e foto d’epoca li ritraggono sia in campagna che davanti all’antica chiesa di San Giorgio-patrono di Castelmola- ciascuno con dei bastoni della caratteristica ferula in mano ( il giovane Blandano è in scarpe e pantaloni bianchi, e seduto in terra, a gambe incrociate, nella foto davanti alla chiesa).

È in quel periodo che Don Vincenzo cominciò a raccogliere, in grandi volumi, le firme dei visitatori, raccolta che divenne negli anni la più importante del mondo turistico e che da allora continua ininterrottamente, perché non subì interruzioni neppure durante il periodo fascista e della seconda guerra mondiale.

Ma i volumi non contengono solo firme, perché sono ricchi di pensieri, poesie, schizzi, ritratti, foto e, incollati nelle pagine, loghi, simboli, o caratteristici adesivi dai più diversi contenuti.

Nello stesso periodo don Vincenzo maturò l’idea di creare un particolare vino da dessert, il vino alla mandorla, lievemente dolce perché a base di mandorle amare, vino originariamente prodotto nelle sue tenute di Castelmola, e in breve tempo conosciuto ed esportato in tutto il mondo.

Dell’antico, piccolo caffè, parla Massimo Simili, scrittore e giornalista de ”La Sicilia”, nel libro, del 1947, “I pazzi a Taormina”, dove un capitolo ( il terzo) , intitolato “ Il Libro Dei 100.000 nomi” si diffonde sulle caratteristiche del locale , sulla importanza dei visitatori, sulle firme degli stessi .

L’interno del bar esponeva gli oggetti più diversi( fra i quali fischietti di canna, pipe sicule ricurve, bastoni nodosi-un omaggio venne fatto a Lord Mountbatten, zio della regina di Inghilterra-foto di Castelmola e dintorni, tamburelli, piastrelle di ceramiche, scacciapensieri –“merranzani”-, sedili di ferula, prodotti dell’artigianato locale,) e l’esterno venne tappezzato e ornato interamente con piastrelle contenenti i più disparati , originali pensieri (“ Non mi date consigli, so sbagliare da me”, ecc.) , oltre ad un mosaico di una grande botte circondata da monaci.

Sulle mura, inoltra, scritte in diverse lingue vennero dipinte per informare sui vini offerti della casa- in particolare il vino mandorla- e sull’importanza della raccolta dei volumi dei visitatori.

Uno vero spettacolo visivo, sia all’esterno, che all’interno del bar, in una piazza caratteristica in gran parte piena di tavolini, sedili, poltrone, tutte di ferula, e botti a fungere da base dei tavolini.

Oltre a ciò, il bar offriva il pregio, dal suo terrazzino, di una spettacolare vista panoramica, dalle Calabrie, a tutta la costa, al mare, all’Etna.

La bellezza di quel panorama ha illuminato e sorpreso sempre il visitatore, che ha goduto e gode di un ancor più ampio conforto dopo l’ampliamento che l’esercizio ebbe negli anni cinquanta con l’estensione dell’ingresso e un piano sopraelevato preziosamente piastrellato.

Ai visitatori, un pregiato depliant in quattro lingue redatto dallo storico dell’arte professor Enzo Maganuco descriveva sinteticamente la storia del paese dalla fondazione dei Siculi nell’ottavo secolo A.C.

L’attività del bar ebbe continuità durante il periodo fascista e i libri di Blandano recano anche le firme dei giovani tedeschi che occuparono Castelmola durante la guerra.

Finita la guerra, Taormina e Castelmola conobbero il grande turismo, con il casinò e la consegna dei David, allora celebrata al Teatro Greco.

Castelmola fu meta di illustri personaggi di tutto il mondo.

Fra questi lo scrittore francese Roger Peyrefitte, che visse per certo periodo a “casa Strazzeri”, fra Taormina e Castelmola, e ogni giorno percorreva a piedi la strada che lo portava al bar San Giorgio, dove, a volte accompagnato da Indro Montanelli, trovava ispirazione per i suoi capolavori, e si intratteneva anche a discutere cordialmente con don Vincenzo.

Nel 1954 pubblicò “Du Vesuve a l’Etna” (tradotto anche in italiano e in tedesco), un libro che celebra il nostro meridione, e in cui un amabile capitolo è dedicato al caffè San Giorgio.

Altro assiduo visitatore in quegli anni fu un signore americano che veniva accompagnato in carrozza da Taormina, si faceva servire dei panini e del vino, e scendeva dalla terrazza del bar il pomeriggio dopo aver lavorato ai suoi soggetti. Era Orson Welles.

Della storia del caffè San Giorgio, delle sue origini -dall’antica taverna dei monaci- e della sua acquisita fama in tutto il mondo, parla un illustre castelmolese, il professor Arturo D’Agostino, in una preziosa pubblicazione del 1958 (“Taormina, Castelmola e dintorni”) nella quale osserva, fra l’altro, come quel luogo rappresenti, per il visitatore, una vera e propria ”oasi di pace” .

I visitatori famosi erano innumerevoli e lo storico di Taormina, Gaetano Saglimbeni, nei suoi volumi del 1981 ( “I peccati e gli amori di Taormina”, “Taormina, La storia, i peccati e i grandi amori”), più volte ristampati, scrisse che per avere conoscenza della storia non solo di Castelmola, ma anche della stessa Taormina bisognava consultare “il cosidetto libro delle centomila firme” (ma sono molte di più) che Vincenzo Blandano, proprietario del vecchio caffè San Giorgio, metteva a disposizione dei suoi ospiti.

Ci sono gli autografi di Guglielmo II di Germania e Giorgio V di Inghilterra, Paolo e Dimitri di Russia, Alfonso di Spagna, Aspasia di Grecia, Gustavo Adolfo di Svezia, Giuliana d’Olanda, Faruk d’Egitto; e quelli di scrittori, musicisti, attori e registi del cinema, uomini di scienza, magnati dell’industria e dell’alta finanza, sarti famosi ( George Bernard Shaw, Guy de Maupassant, Edmondo De Amicis, Somerset Maugham, Joannes Brams, Richard Wagner, Cole Porter, Orson Welles, Renè Claire, Hanry Ford, Rockeller, Frank Morgan, Cristian Dior). Nomi di turisti illustri ed altri assolutamente sconosciuti, arrivati da ogni parte del mondo”.

Fra gli insigni visitatori di Castelmola, e del caffè San Giorgio, vanno ricordati il cardinale Stefan Wiszynski, primate di Polonia, e Carol Jòsef Vojtila, vescovo di Cracovia, il futuro Pontefice Giovanni Paolo II.

Del bar San Giorgio, di don Vincenzo, e della storia del turismo, scrive Luciano Mirone nel suo libro, del 2008, “L’antiquario di Greta Garbo”. Taormina, l’ultima “dolce vita “ siciliana”. Alcune foto rappresentano il bar quale era originariamente, don Vincenzo con alcuni volumi, l’interno del caffè come si presentava in periodo fascista, Roger Peyrefitte che, tornato in Sicilia dopo molti anni, fa una ricerca sugli antichi libri nella saletta del San Giorgio.

Di tal esperienza Peyrefitte scrisse nel volume ”Ritorni in Sicilia”, del 1993, dove ricorda Blandano, i volumi dei visitatori, il vino alla mandorla.

Innumerevoli sono poi gli articoli che in tutto il mondo hanno parlato di questo storico bar, della sua unica collezione, dell’originale invenzione del vino alla mandorla, del panorama che dallo stesso si ammira.

Fantasia, intuizione, ingegno e cultura hanno reso grande don Vincenzo che, con la sua opera, non solo fondò il turismo a Castelmola, ma rese un significativo servizio storico anche al turismo taorminese

La tradizione di don Vincenzo è oggi continuata dalla famiglia Intelisano, che ha avuto cura- con la qualità dei servizi offerti- di conservare per il visitatore la memoria

del caffè San Giorno, all’interno del quale numerosi pannelli ricordano alcuni fra i momenti più significativi della storia di questo incomparabile esercizio.

E così si perpetua questa storia di un prestigioso, impareggiabile, locale, con la raccolta dei volumi dei visitatori e con l’offerta del vino alla mandorla che proprio lì hanno visto la loro fortunata nascita ormai da oltre un secolo.