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Piazza Sant'Antonino, 98030 Castelmola ME

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Cosa vedere a Taormina: guida ai luoghi imperdibili tra mare, storia e panorami mozzafiato

Se stai organizzando una vacanza in Sicilia e ti chiedi cosa vedere a Taormina, preparati a scoprire una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo.
Affacciata sul blu del mare Ionio, Taormina incanta con la sua eleganza, le vie fiorite, i panorami mozzafiato e un patrimonio storico e culturale che non smette mai di stupire.
A pochi minuti di distanza, il borgo di Castelmola — dove si trova l’Antico Caffè San Giorgio — completa l’esperienza con la sua autenticità, la vista panoramica e la magia delle tradizioni siciliane.

Il Teatro Antico di Taormina

Il simbolo assoluto della città. Costruito dai Greci e ampliato dai Romani, il Teatro Antico di Taormina è uno dei monumenti più spettacolari della Sicilia.
Dalla sua cavea si apre una vista mozzafiato sull’Etna e sul mare, scenario che ancora oggi ospita concerti e festival internazionali.
Un luogo dove arte, storia e natura si fondono in un’emozione unica.

Castelmola: il balcone su Taormina

A pochi minuti in auto o con una passeggiata panoramica, si raggiunge Castelmola, uno dei borghi più belli d’Italia.
Da qui, la vista su Taormina e sulla costa ionica è semplicemente spettacolare.
Nel cuore del paese, il Bar e Ristorante dell’Antico Caffè San Giorgio accoglie viaggiatori e buongustai da oltre un secolo.
Tra un caffè intenso, una fetta di torta di mandorle e il celebre vino alla mandorla Blandanino, potrai respirare la vera essenza della Sicilia autentica — fatta di lentezza, calore e sorrisi.

Corso Umberto I: il cuore elegante di taormina

Passeggiare lungo Corso Umberto significa immergersi nell’anima vivace e raffinata della città.
Boutique, botteghe artigiane, gelaterie e piccoli ristoranti si alternano tra archi antichi e balconi fioriti.
Da Porta Messina a Porta Catania, il corso è un museo a cielo aperto, perfetto per chi ama perdersi tra storia e shopping.

Piazza IX Aprile a la vista sull’Etna

Piazza IX Aprile è una delle piazze più romantiche d’Italia.
Da qui, la vista spazia dal mare all’Etna, regalando tramonti indimenticabili.
Tra una foto e l’altra, è il luogo ideale per una sosta rilassante o un caffè con vista, in perfetto stile siciliano.

Il Duomo di San Nicolò e il Palazzo Corvaja

Nel cuore del centro storico, il Duomo di Taormina custodisce l’atmosfera medievale della città.
Poco distante sorge Palazzo Corvaja, splendida testimonianza di architettura arabo-normanna, oggi sede di mostre ed eventi culturali.

Isola Bella: la perla del Mediterraneo

Situata ai piedi della città, Isola Bella è una piccola riserva naturale collegata alla terraferma da una sottile striscia di sabbia.
Le sue acque cristalline e la vegetazione rigogliosa la rendono una delle mete balneari più amate della Sicilia.
Ideale per nuotare, fare snorkeling o semplicemente godersi il sole in un contesto da cartolina.

Giardini della Villa Comunale

Un angolo di pace e verde nel cuore della città.
I Giardini della Villa Comunale di Taormina, voluti da Lady Florence Trevelyan, sono un mix di natura mediterranea, fiori colorati e punti panoramici unici sul mare e sull’Etna.

Dove mangiare a Taormina e dintorni

Dopo aver esplorato le meraviglie della città, concediti una pausa gastronomica.
Il Ristorante dell’Antico Caffè San Giorgio a Castelmola offre un’esperienza culinaria autentica: cucina siciliana raffinata, prodotti locali e un panorama che abbraccia Taormina dall’alto.
Per chi cerca una serata più informale, la Pizzeria Nina accoglie con il profumo del forno a legna e pizze preparate con ingredienti genuini e amore per la tradizione.

Taormina e Castelmola: due anime, una sola magia

Visitare Taormina significa vivere la Sicilia nella sua forma più elegante e suggestiva; raggiungere Castelmola significa scoprirne il lato più intimo e autentico.
Due luoghi uniti da una bellezza che non conosce tempo, dove ogni panorama, ogni sapore e ogni incontro diventa un ricordo prezioso.

Come raggiungerci

📍 Antico Caffè San Giorgio

🌍 Piazza Sant’Antonio, Castelmola (ME) — a pochi minuti da Taormina
🕓 Aperto tutti i giorni per colazione, pranzo e cena dalle 7:30 alle 18:30.

📝 Prenota il tuo tavolo e vivi un’esperienza indimenticabile di cucina siciliana con vista su Taormina.

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La Storia del Bar San Giorgio

Nei primi anni del novecento Don Vincenzo Blandano intraprese l’attività di promozione del turismo a Castelmola in un piccolo locale nella piazza principale del paese, piazza Sant’Antonino, locale già sede di una antica taverna di monaci.

Uomo di vasti interessi e cultura (parlava e scriveva correttamente tre lingue) venne nominato console del Touring Club Italiano e, in questa qualità, cominciò a far conoscere Castelmola in tutto il mondo. Già nel 1924 un gruppo di turisti stranieri visitò, su iniziativa di Blandano, Castelmola e i suoi dintorni, e foto d’epoca li ritraggono sia in campagna che davanti all’antica chiesa di San Giorgio-patrono di Castelmola- ciascuno con dei bastoni della caratteristica ferula in mano ( il giovane Blandano è in scarpe e pantaloni bianchi, e seduto in terra, a gambe incrociate, nella foto davanti alla chiesa).

È in quel periodo che Don Vincenzo cominciò a raccogliere, in grandi volumi, le firme dei visitatori, raccolta che divenne negli anni la più importante del mondo turistico e che da allora continua ininterrottamente, perché non subì interruzioni neppure durante il periodo fascista e della seconda guerra mondiale.

Ma i volumi non contengono solo firme, perché sono ricchi di pensieri, poesie, schizzi, ritratti, foto e, incollati nelle pagine, loghi, simboli, o caratteristici adesivi dai più diversi contenuti.

Nello stesso periodo don Vincenzo maturò l’idea di creare un particolare vino da dessert, il vino alla mandorla, lievemente dolce perché a base di mandorle amare, vino originariamente prodotto nelle sue tenute di Castelmola, e in breve tempo conosciuto ed esportato in tutto il mondo.

Dell’antico, piccolo caffè, parla Massimo Simili, scrittore e giornalista de ”La Sicilia”, nel libro, del 1947, “I pazzi a Taormina”, dove un capitolo ( il terzo) , intitolato “ Il Libro Dei 100.000 nomi” si diffonde sulle caratteristiche del locale , sulla importanza dei visitatori, sulle firme degli stessi .

L’interno del bar esponeva gli oggetti più diversi( fra i quali fischietti di canna, pipe sicule ricurve, bastoni nodosi-un omaggio venne fatto a Lord Mountbatten, zio della regina di Inghilterra-foto di Castelmola e dintorni, tamburelli, piastrelle di ceramiche, scacciapensieri –“merranzani”-, sedili di ferula, prodotti dell’artigianato locale,) e l’esterno venne tappezzato e ornato interamente con piastrelle contenenti i più disparati , originali pensieri (“ Non mi date consigli, so sbagliare da me”, ecc.) , oltre ad un mosaico di una grande botte circondata da monaci.

Sulle mura, inoltra, scritte in diverse lingue vennero dipinte per informare sui vini offerti della casa- in particolare il vino mandorla- e sull’importanza della raccolta dei volumi dei visitatori.

Uno vero spettacolo visivo, sia all’esterno, che all’interno del bar, in una piazza caratteristica in gran parte piena di tavolini, sedili, poltrone, tutte di ferula, e botti a fungere da base dei tavolini.

Oltre a ciò, il bar offriva il pregio, dal suo terrazzino, di una spettacolare vista panoramica, dalle Calabrie, a tutta la costa, al mare, all’Etna.

La bellezza di quel panorama ha illuminato e sorpreso sempre il visitatore, che ha goduto e gode di un ancor più ampio conforto dopo l’ampliamento che l’esercizio ebbe negli anni cinquanta con l’estensione dell’ingresso e un piano sopraelevato preziosamente piastrellato.

Ai visitatori, un pregiato depliant in quattro lingue redatto dallo storico dell’arte professor Enzo Maganuco descriveva sinteticamente la storia del paese dalla fondazione dei Siculi nell’ottavo secolo A.C.

L’attività del bar ebbe continuità durante il periodo fascista e i libri di Blandano recano anche le firme dei giovani tedeschi che occuparono Castelmola durante la guerra.

Finita la guerra, Taormina e Castelmola conobbero il grande turismo, con il casinò e la consegna dei David, allora celebrata al Teatro Greco.

Castelmola fu meta di illustri personaggi di tutto il mondo.

Fra questi lo scrittore francese Roger Peyrefitte, che visse per certo periodo a “casa Strazzeri”, fra Taormina e Castelmola, e ogni giorno percorreva a piedi la strada che lo portava al bar San Giorgio, dove, a volte accompagnato da Indro Montanelli, trovava ispirazione per i suoi capolavori, e si intratteneva anche a discutere cordialmente con don Vincenzo.

Nel 1954 pubblicò “Du Vesuve a l’Etna” (tradotto anche in italiano e in tedesco), un libro che celebra il nostro meridione, e in cui un amabile capitolo è dedicato al caffè San Giorgio.

Altro assiduo visitatore in quegli anni fu un signore americano che veniva accompagnato in carrozza da Taormina, si faceva servire dei panini e del vino, e scendeva dalla terrazza del bar il pomeriggio dopo aver lavorato ai suoi soggetti. Era Orson Welles.

Della storia del caffè San Giorgio, delle sue origini -dall’antica taverna dei monaci- e della sua acquisita fama in tutto il mondo, parla un illustre castelmolese, il professor Arturo D’Agostino, in una preziosa pubblicazione del 1958 (“Taormina, Castelmola e dintorni”) nella quale osserva, fra l’altro, come quel luogo rappresenti, per il visitatore, una vera e propria ”oasi di pace” .

I visitatori famosi erano innumerevoli e lo storico di Taormina, Gaetano Saglimbeni, nei suoi volumi del 1981 ( “I peccati e gli amori di Taormina”, “Taormina, La storia, i peccati e i grandi amori”), più volte ristampati, scrisse che per avere conoscenza della storia non solo di Castelmola, ma anche della stessa Taormina bisognava consultare “il cosidetto libro delle centomila firme” (ma sono molte di più) che Vincenzo Blandano, proprietario del vecchio caffè San Giorgio, metteva a disposizione dei suoi ospiti.

Ci sono gli autografi di Guglielmo II di Germania e Giorgio V di Inghilterra, Paolo e Dimitri di Russia, Alfonso di Spagna, Aspasia di Grecia, Gustavo Adolfo di Svezia, Giuliana d’Olanda, Faruk d’Egitto; e quelli di scrittori, musicisti, attori e registi del cinema, uomini di scienza, magnati dell’industria e dell’alta finanza, sarti famosi ( George Bernard Shaw, Guy de Maupassant, Edmondo De Amicis, Somerset Maugham, Joannes Brams, Richard Wagner, Cole Porter, Orson Welles, Renè Claire, Hanry Ford, Rockeller, Frank Morgan, Cristian Dior). Nomi di turisti illustri ed altri assolutamente sconosciuti, arrivati da ogni parte del mondo”.

Fra gli insigni visitatori di Castelmola, e del caffè San Giorgio, vanno ricordati il cardinale Stefan Wiszynski, primate di Polonia, e Carol Jòsef Vojtila, vescovo di Cracovia, il futuro Pontefice Giovanni Paolo II.

Del bar San Giorgio, di don Vincenzo, e della storia del turismo, scrive Luciano Mirone nel suo libro, del 2008, “L’antiquario di Greta Garbo”. Taormina, l’ultima “dolce vita “ siciliana”. Alcune foto rappresentano il bar quale era originariamente, don Vincenzo con alcuni volumi, l’interno del caffè come si presentava in periodo fascista, Roger Peyrefitte che, tornato in Sicilia dopo molti anni, fa una ricerca sugli antichi libri nella saletta del San Giorgio.

Di tal esperienza Peyrefitte scrisse nel volume ”Ritorni in Sicilia”, del 1993, dove ricorda Blandano, i volumi dei visitatori, il vino alla mandorla.

Innumerevoli sono poi gli articoli che in tutto il mondo hanno parlato di questo storico bar, della sua unica collezione, dell’originale invenzione del vino alla mandorla, del panorama che dallo stesso si ammira.

Fantasia, intuizione, ingegno e cultura hanno reso grande don Vincenzo che, con la sua opera, non solo fondò il turismo a Castelmola, ma rese un significativo servizio storico anche al turismo taorminese

La tradizione di don Vincenzo è oggi continuata dalla famiglia Intelisano, che ha avuto cura- con la qualità dei servizi offerti- di conservare per il visitatore la memoria

del caffè San Giorno, all’interno del quale numerosi pannelli ricordano alcuni fra i momenti più significativi della storia di questo incomparabile esercizio.

E così si perpetua questa storia di un prestigioso, impareggiabile, locale, con la raccolta dei volumi dei visitatori e con l’offerta del vino alla mandorla che proprio lì hanno visto la loro fortunata nascita ormai da oltre un secolo.